“Ultimo viaggio con Caronte”, il mio primo 8c

Una crepa, un buco, una fossa buia, umida e fredda immersa nel silenzio. Perfino il tratto da percorrere per accedervi è impervio ed ostico. Dal fosso emerge una parete strapiombante di 30 metri: è qui che si trova “Ultimo Viaggio con Caronte”. Divisa in due tiri, dopo la prima catena la via abbandona l’oscurità del profondo ”canyon infernale” e, illuminata dai raggi del sole, svetta poi tra i colori: il verde degli alberi della Valle Segreta e il blu del cielo frosoloniano si uniscono al viaggio con il traghettatore delle anime.

Chiodata da Gianluca Mazzacano e Lorenzo Iachini nella primavera del 2013, “Ultimo Viaggio con Caronte” è, probabilmente, il tiro più duro di Frosolone liberato sino ad ora. La prima lunghezza è un 8a che si sviluppa su roccia diversa dal calcare grigio-blu tipico della falesia, in quanto la pietra è prevalentemente ricoperta da un sottile strato di muffa bianca. Il secondo tiro presenta invece caratteristiche molto simili alla scalata tipica di Colle dell’Orso, ma con la differenza che il duro della via sta nella continuità e non in una singola sezione boulderosa, con il passo più difficile posto proprio in cima, ad altezza del penultimo rinviaggio. Il primo tiro è tutto naturale, mentre purtroppo sulla seconda lunghezza due o tre buchi sono stati migliorati dai chiodatori, ma va ricordato che senza questi ritocchi la via non sarebbe stata scalabile e che, nonostante la presenza di “scavi”, resta una linea di notevole bellezza.

Su una cosa bisogna porre molta attenzione quando si prova la via e cioè sulla sicura, in quanto gli speroni rocciosi della parete opposta del canyon distano poco dalla linea degli spit ed il rischio di finirci sopra in caso di volo è alto (è già accaduto!).

Si tratta senza dubbio della via più difficile da me salita, ma avendo liberato solo vie fino all’8b+, attendo il parere di futuri ripetitori per confermare ad “Ultimo Viaggio con Caronte (L1+L2)” il grado di 8c.

Pietro Radassao